• Claudio Carabelli

Avanti scienziati della patria!

Il contributo del blog all'anniversario dei 200 anni dalla morte di Napoleone Bonaparte.


Nel 1798 la Francia repubblicana non è più minacciata dall'esterno: sono in corso trattative di pace con tutti gli Stati europei.

Solo l'Inghilterra è ancora in guerra, potendo contare sulla propria supremazia sul mare e sulle colonie lontane.

Nell'aprile del 1798 il Direttorio, in realtà lo stesso Napoleone Bonaparte, considerato che è dovere della Francia combattere il nemico ovunque esso si trovi, dichiara guerra all'Egitto, reo di essersi posto sotto la protezione britannica, per ostacolare la presenza inglese in Medio Oriente.


Obelisco di Alessandria: opera del pittore Vivant Denon, tratto dal suo "Voyage dans le basse e la haute Egypte"


In questo periodo storico l'Egitto è territorio poco popolato, povero, instabile sul piano politico.

E' una semplice provincia dell'Impero Turco, anche se di fatto è autonomo e governato, in un sistema di tipo feudale, da una ventina di beys, spesso in conflitto fra loro, la cui forza militare è rappresentata dai cavalieri Mamelucchi.


Il palazzo dell'Effy bey: è divenuto monumento storico per essere stata la residenza di Bonaparte in Egitto


L'armata francese è costituita da 400 vascelli e 32 000 uomini, imbarcati a Toulon, sotto la guida di esperti generali (Kléber, Desaix, Murat, Lannes, Davout), formatisi durante la Rivoluzione, ma senza alcuna esperienza né del deserto, né dei Turchi, né della cavalleria araba.

A questo corpo militare Bonaparte ha aggregato 167 civili, in buona parte emanazione della comunità scientifica.

Le personalità più importanti sono due membri dell'Academie: il chimico Berthollet e il matematico Monge, incaricati da Bonaparte di reclutare altri scienziati e ingegneri.

Vengono così affiliati Geoffrey Saint-Hilaire, Savigny, Nectoux e Redouté e ancora, dal Museo di Storia Naturale, Méchain, Quesnot, Nouet e altri 45 professori e allievi dell'Ecole polytecnique.


Non vengono imbarcati solo uomini, ma anche un impressionante materiale scientifico e tecnologico, prelevato dai laboratori (strumenti spesso requisiti dai paesi vinti): orologi e cannocchiali, bussole, inclinometri, livelli ad acqua, barometri, strumenti di chirurgia, un gabinetto di fisica e un laboratorio chimico, un gabinetto di storia naturale e uno staff aeronautico per fabbricare i famosi aerostati!


L'imbarco a Toulon avvenuto il 18 maggio 1798


Lo scopo di questa "missione" in Egitto, accanto a quello militare, era di realizzare, con l'aiuto di ingegneri e scienziati, uno stato moderno, figlio dello spirito des Lumières, per il quale la scienza è applicata al progresso: si trattava di costruire strade, ponti, porti.

Bonaparte condivideva l'idea, generalmente accettata dagli intellettuali francesi, di un Egitto paese unico, caratterizzato da una straordinaria storia millenaria di civiltà, anche se poco conosciuta (non si era ancora in grado di tradurre il geroglifico).


Una istituzione accademica su misura: l'Istitut d'Egypte




Sei settimane dopo la partenza il convoglio navale sbarca ad Alessandria: è il 3 luglio 1798.

Il contatto con il deserto richiama gli scienziati alla dura realtà: li attende una lunga marcia verso il Cairo, con scarsa razione d'acqua, con il peso dei bagagli, divorati dagli insetti e sotto la minaccia di continui attacchi da parte dei Beduini.

Monge e Berthollet risalgono il Nilo in battello ed avranno uno scontro a fuoco con la flottiglia araba.

E' in questa clima di incertezza permanente militare che la Commissione scientifica dovrà portare a termine i propri lavori.


Il 30 agosto Tallien pubblica la Décade égyptienne, primo giornale edito in Egitto, nel quale si precisano gli obiettivi del lavoro degli scienziati: conoscere nel modo più preciso possibile la natura del clima, la qualità della produzione locale, lo stato attuale dell'agricoltura, i miglioramenti suscettibili, la natura delle malattie e delle indisposizioni più comuni dovute al clima.


Un mese dopo lo sbarco Bonaparte doterà la Commissione di una istituzione accademica, la cui organizzazione è simile a quella dell'Institute national des sciences et des arts di Parigi: l'Institut d'Egypte, il cui palazzo è dotato di giardini fiabeschi.

Ai 36 membri dell'Istituto, Monge definisce i ruoli scientifici, mentre lo stesso Bonaparte indica le priorità della ricerca: migliorare la cottura del pane per le truppe, coltivare il luppolo per la fabbricazione della birra e potabilizzare, rinfrescandola, l'acqua del Nilo.



Il generale Bonaparte, soprannominato in Egitto "sultano El Kebir", "il grande condottiero" (immagine da Wikipedia)


Una scienza utile: la ricerca medica sul territorio


La medicina e la chirurgia sono gli ambiti privilegiati per misurare l'utilità della ricerca scientifica in Egitto.

Le truppe dovevano affrontare le terribili malattie dei paesi tropicali; dissenteria, paludismo (malaria), vaiolo, colera, peste, provocheranno più di 4 000 vittime.

Responsabili di queste ricerche sono i medici René Desgenettes e Dominique Jean Larrey.

Le Mémoires médicaux de l'expédition d'Egypte, pubblicato nel 1802, attestano a che punto la scienza si applica per servire, in un contesto difficile, l'interesse della ricerca medica e nello stesso tempo dei malati.

Larrey inventa quella che oggi può essere definita la sala operatoria di pronto intervento (chirurgia ambulante); i soldati lo hanno soprannominato "la Provvidenza".

Napoleone stesso, colpito dalla virtuosità di tale uomo, lo nominerà, nel testamento redatto a Sant'Elena, erede di 100 000 franchi.



Scienza pura, Scienza applicata


L'elenco delle memorie scientifiche proposto dall'Istitut d'Egypte attesta la varietà degli interessi riferiti alla scienza pura.

Così Monge, richiesto di dare spiegazione a particolari fenomeni ottici che tormentavano i soldati durante le marce nel deserto, redige un Mémoire sur le mirage , in cui fornisce la prima spiegazione fisica del fenomeno.

Savigny e Saint-Hilaire studiano gli uccelli egiziani, in particolare gli ibis.

Il chimico Descotils orienta le sue osservazioni sulle proprietà dell'henné, mentre Berthollet e Dolomieu, dopo una spedizione al lago Natron, studiano la composizione dei cristalli contenuti nelle acque (carbonato idrato di sodio: un sale che veniva usato nell'antichità per imbalsamare i corpi di faraoni, sacerdoti e dignitari di corte) e pubblicheranno l'Observations sur le natron.

Fourier redige un insieme di testi matematici e fisici su la Résolution des équations algébriques.

Ingegneri e scienziati si impegnano nella scienza applicata.

Nicolas Conté, personaggio dal talento multiplo (ha perso un occhio durante la costruzione di un aerostato a Meudon), tanto che Monge lo definisce "ha tutte le scienze nel cervello e tutte le arti nelle mani", costituisce al Cairo degli ateliers destinati ai bisogni delle differenti armate come servizi pubblici.

Vengono redatte mappe delle città più importanti, calcolate le loro posizioni cartografiche; studiate le maree di Alessandria, la direzione e la forza dei venti; reperiti i terreni migliori per la coltivazione della vite; realizzati progetti riferiti al commercio, progetti idraulici, astronomici, osservazioni sui movimenti e le oscillazioni dell'ago magnetico ed infine definite ed attuate le ricerche archeologiche.


Misurazioni della Sfinge di Giza; uccelli d'Egitto


Il 15 luglio 1799, durante i lavori di riparazione del forte di Rosetta, città portuale sul delta del Nilo, venne rinvenuta la famosa stele granodioritica che riporta una stessa scritta in tre lingue diverse: greco, demotico e in geroglifico.

Due anni dopo, con la sconfitta dei Francesi, le truppe inglesi "confiscarono" tutti i reperti scoperti.

Il generale francese Menou cercò allora di occultare la stele tra i suoi effetti personali, accuratamente coperta, nonostante gli accordi, ma venne scoperto e dovette alla fine consegnarla ai vincitori inglesi dopo lunghe e complicate trattative.

La stele, dal 1802 è quindi esposta al British Museum.

Trent'anni dopo si aprì la possibilità di decriptare la stele e tradurre i geroglifici.


Stele di Rosetta


Il nostro collega Bonaparte


Durante la durata del suo soggiorno in Egitto (si imbarcherà per la Francia il 22 agosto del 1799), Bonaparte rivendicherà la sua completa appartenenza alla comunità scientifica: assisterrà a tutte le riunioni delle commissioni dell'Insitut, terrà calorose relazioni con molti scienziati, parteciperà a diverse escursioni scientifiche.

Scriverà anni dopo: "Le temps qui j'ai passé en Egypte a été le plus beau de ma vie car il en a été le plus idéal".

Napoleone non ottiene la vittoria sul terreno: la spedizione militare si rivelerà essere un fallimento; anche se le truppe della Repubblica rimarranno in Egitto fino al 1801, la Francia non avrà mai il controllo del paese.

Al suo imbarco per rientrare in Francia Napoleone dichiarerà: "Je me trouve conquérant en Egypte comme l'y fut Alexandre; il eut été plus de monde gout de marcher sur le traces de Newton".

Si spiegano così le motivazioni profonde della partecipazione degli scienziati nella pericolosa avventura militare in Egitto: avvicinarsi ad un uomo politico eccezionale, consolidando le attese della Rivoluzione nell'ambito scientifico.

Quando, tre anni dopo il ritorno dall'Egitto, Napoleone diventerà Imperatore per dieci anni, il matematico Laplace diventerà ministro degli Interni.

Un nuovo potere è nato in Francia: quello degli scienziati nello Stato!



Esplorazione alla sorgente di Mosé





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