• Claudio Carabelli

Dentro la cornice si adagia un’immagine

Tra i momenti che definiscono la giornata di lockdown vi è un istante

atteso ogni giorno.

È l’ora del tramonto segnata, nella mia casa, da un raggio di sole che

penetrando dalla finestra si proietta sulla parete rivestita dal pannello

di noce.

Solo in queste giornate autunnali è possibile questa poesia.

Il sole, molto basso sull’orizzonte, diventa una lanterna magica muta

che proietta una cornice, la quale, muovendosi lenta, pennella

questo angolo.

Dentro essa si adagia un’immagine, dapprima parziale, che, nel

breve corso di pochi minuti, si completa: è quella della locandina del

Tropenmuseum di Amsterdam dedicata alla mostra “Escher meets

Islamic Art”.

Solo in queste giornate di novembre, quando il raggio solare vira al

caldo giallo intenso, quando esso contamina il legno, è possibile la

magia.

Le emozioni risalgono dalla profondità, dapprima vaghe, poi sempre

più intense, vengono a pelle, confine tra il tuo corpo e il mondo, e la

bellezza da quelle suscitata si diffonde nella tua mente.

Scriveva il grafico olandese nel 1936: “Nelle mie stampe cerco di

mostrare che viviamo in un mondo meraviglioso e ordinato, non nel

caos informe. Non posso resistere a ingannare le nostre certezze

consolidate, miscelando il piano e lo spazio, prendendo in giro la

gravità”.

Ma il mondo non è solo quello geometrico suggerito da Escher: in

questo mondo esistono, purtroppo, anche gli uomini, quegli stessi

suoi contemporanei che di lì a pochi anni avrebbero gettato il caos

della tragedia nell’Europa.

Non condivido questo suo pensiero e mi sento più vicino a un

Woody Allen che, recentemente intervistato da Veltroni, dichiara: “Il

mondo reale non mi piace. Meglio la vita raccontata nei miei film”.


Però nessuno può impedirmi di cogliere quanto di meraviglioso c’è in

un istante particolare, consapevole che la bellezza e la sensibilità a

questa virtù è innanzitutto dentro noi.



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